La ristrutturazione di un condominio a Brescia è un percorso in cui la parte tecnica e quella decisionale pesano allo stesso modo. Rifare una facciata, isolare l’involucro o sostituire l’impianto centralizzato richiede un progetto, ma prima ancora una delibera valida e un quadro chiaro dei costi. Molti interventi si bloccano in assemblea perché mancano dati oggettivi su cui votare. In questa guida vediamo da dove partire, quali maggioranze servono, quali pratiche presentare e come funzionano le detrazioni sulle parti comuni nel 2026.
Ristrutturazione del condominio: si parte dalla diagnosi
Il primo passo non è il preventivo dell’impresa. È capire in che stato si trova l’edificio e quali interventi rendono di più. Per la parte energetica lo strumento è la diagnosi energetica: un’analisi di involucro, impianti e consumi reali che mette in ordine di priorità le opere possibili.
La diagnosi non va confusa con l’APE. L’attestato di prestazione energetica fotografa la classe dell’edificio. La diagnosi spiega dove si disperde l’energia e quanto incide ogni intervento. È il documento che permette all’assemblea di confrontare scenari diversi con numeri alla mano.
Un’assemblea che vota su una diagnosi decide su dati. Un’assemblea che vota su tre preventivi diversi decide a sensazione.
Nel nostro intervento di riqualificazione di un condominio a Brescia, concluso nel 2025, l’analisi preliminare ha individuato le dispersioni principali dell’involucro. Da lì è nato un pacchetto coerente con il budget condominiale: isolamento dell’involucro, sostituzione degli infissi e ottimizzazione degli impianti.
La diagnosi ha anche un effetto giuridico. Per gli interventi di contenimento dei consumi individuati tramite APE o diagnosi energetica di un tecnico abilitato, la legge abbassa la maggioranza richiesta.

Le maggioranze in assemblea: cosa serve per deliberare
Le regole stanno nel codice civile e in una legge speciale sull’energia. La maggioranza cambia in base al tipo di opera, ed è il punto su cui nascono più contestazioni.
| Tipo di delibera | Maggioranza richiesta | Riferimento |
|---|---|---|
| Riparazioni straordinarie di notevole entità | Maggioranza degli intervenuti e almeno metà del valore dell’edificio | Art. 1136, commi 2 e 4, c.c. |
| Innovazioni per il contenimento dei consumi energetici | Maggioranza degli intervenuti e almeno metà del valore dell’edificio | Art. 1120, comma 2, c.c. |
| Interventi di risparmio energetico individuati da APE o diagnosi energetica | Maggioranza degli intervenuti e almeno un terzo del valore dell’edificio | Art. 26, comma 2, L. 10/1991 |
| Altre innovazioni sulle parti comuni | Maggioranza degli intervenuti e almeno due terzi del valore dell’edificio | Art. 1120, comma 1, e art. 1136, comma 5, c.c. |
La maggioranza ridotta è prevista dall’art. 26 della legge 10/1991. È la ragione pratica per cui conviene far redigere la diagnosi prima di convocare l’assemblea.
Ci sono poi due regole da non dimenticare. La prima riguarda la copertura economica: per le opere di manutenzione straordinaria l’assemblea deve costituire un fondo speciale pari all’importo dei lavori. Se il contratto prevede pagamenti a stato di avanzamento, il fondo può seguire le singole rate. Lo prevede l’art. 1135 del codice civile.
La seconda regola riguarda i limiti. Sono vietate le innovazioni che pregiudicano stabilità o sicurezza del fabbricato o che ne alterano il decoro architettonico. Le spese, salvo diversa convenzione, si dividono in proporzione al valore della proprietà di ciascuno.
Facciata, tetto, impianti: interventi e pratiche edilizie
Non tutti i lavori condominiali richiedono lo stesso titolo. Il rifacimento di intonaci e tinteggiature è manutenzione ordinaria e rientra nell’edilizia libera. Serve comunque l’occupazione di suolo pubblico se il ponteggio poggia sulla strada.
L’isolamento dall’esterno cambia il quadro. Il cappotto termico aumenta lo spessore delle pareti e incide su prospetti, davanzali e sporti di gronda. Richiede un progetto e una pratica edilizia, il cui tipo dipende da come l’opera tocca facciate e strutture.
Lo stesso vale per la copertura. Il rifacimento del tetto può essere semplice manutenzione se si sostituisce il manto, oppure un intervento strutturale se si interviene sull’orditura. Nel secondo caso servono la segnalazione certificata e il progetto delle strutture.
Negli edifici del centro storico o in aree tutelate si aggiungono le autorizzazioni legate ai vincoli. Vanno ottenute prima della pratica edilizia e allungano i tempi: è un dato da mettere nel cronoprogramma fin dalla delibera.
In condominio la pratica edilizia si decide dopo il progetto, non prima: è l’opera reale a determinare il titolo, non il nome che le si dà in assemblea.
Chi fa cosa: fasi, ruoli e responsabilità
Un cantiere condominiale coinvolge molte figure. Chiarire i ruoli prima dell’appalto evita sovrapposizioni e vuoti di responsabilità.
| Fase | Chi la segue | Cosa produce |
|---|---|---|
| Analisi dell’edificio | Tecnico abilitato | Diagnosi energetica, rilievo, stima dei costi |
| Delibera | Assemblea e amministratore | Approvazione lavori, fondo speciale, incarichi |
| Progetto e pratiche | Progettista | Elaborati, capitolato, titolo edilizio |
| Appalto e cantiere | Impresa, direttore dei lavori, coordinatore sicurezza | Esecuzione, controlli, stati di avanzamento |
| Chiusura | Direttore dei lavori e amministratore | Fine lavori, certificazioni, documenti per le detrazioni |
Sul fronte sicurezza la regola è netta. Quando in cantiere è prevista la presenza di più imprese esecutrici, anche non contemporanea, il committente deve nominare i coordinatori per la sicurezza. Lo stabilisce l’art. 90 del D.Lgs. 81/2008. In condominio il committente è il condominio stesso, attraverso l’amministratore.
Il controllo dell’esecuzione è l’altra metà del lavoro. La direzione lavori verifica che l’opera corrisponda al progetto approvato e che gli stati di avanzamento siano corretti prima di ogni pagamento. In un cantiere pagato da decine di famiglie è una garanzia per tutti.
Lo studio non esegue i lavori: si occupa di progetto, pratiche, direzione lavori e sicurezza. L’impresa viene scelta dal condominio, anche confrontando più offerte sullo stesso capitolato.
Detrazioni 2026 per le parti comuni del condominio
Le spese sulle parti comuni di edifici residenziali danno diritto alla detrazione per il recupero edilizio. Qui c’è un vantaggio rispetto alla singola abitazione: sulle parti comuni è agevolata anche la manutenzione ordinaria.
Per le spese sostenute nel 2026 la detrazione è del 36%, elevata al 50% per l’abitazione principale. Il limite è di 96.000 euro per unità immobiliare. Dal 2027, secondo l’Agenzia delle Entrate, le aliquote scendono al 30% e al 36%.
Nel condominio l’aliquota non è uguale per tutti. Secondo la circolare 8/E del 2025, la percentuale maggiorata si applica alla quota di spesa del singolo condomino che è proprietario, o titolare di un diritto reale di godimento, di un’unità destinata ad abitazione principale. Gli altri detraggono con l’aliquota ordinaria.
Per la riqualificazione energetica esistono anche strumenti dedicati, con requisiti tecnici propri. Nel servizio di riqualificazione energetica dello studio la scelta dell’incentivo arriva dopo la diagnosi, quando è chiaro quali opere si faranno davvero.
Un riferimento pubblico utile a Brescia è lo Sportello Energia del Comune. Riceve in presenza presso la sede dello Sportello Unico dell’Edilizia e offre supporto su efficientamento e mercato dell’energia.
Domande frequenti
Quale maggioranza serve per ristrutturare la facciata del condominio?
Per le riparazioni straordinarie di notevole entità serve il voto della maggioranza degli intervenuti, che rappresenti almeno metà del valore dell’edificio. Se l’intervento è di risparmio energetico ed è individuato da un APE o da una diagnosi energetica, basta un terzo del valore.
La diagnosi energetica del condominio è obbligatoria?
Non è un obbligo generale per deliberare i lavori. È però lo strumento che permette di scegliere gli interventi con dati oggettivi e di accedere alla maggioranza ridotta prevista dalla legge 10/1991. Deve essere redatta da un tecnico abilitato.
Chi è il committente dei lavori condominiali?
Il condominio, rappresentato dall’amministratore. A lui fanno capo gli obblighi del committente in materia di sicurezza, a partire dalla nomina dei coordinatori quando in cantiere lavorano più imprese.
Tutti i condomini detraggono con la stessa percentuale?
No. Nel 2026 l’aliquota ordinaria è il 36%. Sale al 50% solo per la quota del condomino proprietario, o titolare di un diritto reale di godimento, che usa l’unità come abitazione principale. Ciascuno detrae in base alla quota effettivamente versata al condominio.
Quanto dura la ristrutturazione di un condominio?
Dipende dall’entità delle opere e dai tempi delle delibere. Diagnosi, assemblee, progetto e pratiche precedono sempre il cantiere e vanno messi in conto. Un cronoprogramma realistico si costruisce solo dopo il rilievo dell’edificio.
Maggioranze, titoli edilizi e detrazioni hanno carattere generale: il caso specifico va verificato con l’amministratore e con un tecnico abilitato prima della delibera.